F.A.Q. FATTURAZIONE ELETTRONICA

In questo post renderemo disponibili tutti i quesiti che si porranno in tema di fatturazione elettronica e che verranno chiariti sia dalle circolari ministeriali che dalla prassi professionale: 

  1. INTEGRAZIONE FATTURE SOTTOPOSTE A REVERSE CHARGE: Durante un incontro con la stampa specializzata l’Agenzia delle Entrate ha fornito diversi chiarimenti in tema di fatturazione elettronica. In particolare è stato precisato che le integrazioni sulle fatture soggette a reverse charge interno (non intracomunitarie) sono escluse dall’obbligo di trasmissione allo SDI; tuttavia il cessionario/committente può comunque decidere di inviarle per avere una conservazione a norma. Com’è noto, infatti, sulle fatture soggette a reverse charge interno, il cessionario/committente deve provvedere ad integrare il documento pertanto, con l’introduzione della fatturazione elettronica, si è posto il problema di come il cessionario/committente debba comportarsi. L’Agenzia delle Entrate ha chiarito che per le operazioni soggette a reverse charge interno verrà emessa regolare fattura elettronica con codice natura “N6” (inversione contabile), successivamente il destinatario, obbligato ad integrare il documento, potrà decidere se inviare o meno la fattura allo SDI. In alternativa, come indicato dalla Circolare n. 13/2018, il cessionario/committente può conservare unitamente alla fattura XML, un altro file contenente sia i dati dell’integrazione sia gli estremi della fattura. 

  2. POSSIBILE MODALITA’ OPERATIVA PER EMETTERE FATTURA ELETTRONICA A FAVORE DI PRIVATI (B2C): L’emittente deve compilare il codice destinatario con un codice convenzionale di 7 zeri (“0000000”) inserendo obbligatoriamente anche l’elemento “CodiceFiscale” (NO “IdFiscaleIVA”). L’emittente dovrà comunque consegnare al consumatore una copia analogica di fattura, anche se il documento fattura sarà a disposizione nell’area riservata di Fisconline.

  3. POSSIBILE PROROGA DATA ENTRATA IN VIGORE FATTURAZIONE ELETTRONICA: Proroga della fattura elettronica? L’ipotesi del rinvio dell’obbligo, fissato ad oggi al 1° gennaio 2019, si fa più concreta. La richiesta di molte imprese e professionisti è stata tradotta in due emendamenti al DL fiscale 119/2018 all’esame della Commissione Finanze del Senato.

  4. CONSERVAZIONE DOCUMENTI A CURA DEI SOGGETTI FORFETTARI: I soggetti minimi ed i soggetti che aderiscono al C.D. regime forfettario dovrebbero essere esonerati, dal 2019 dall’obbligo di FATTURAZIONE ELETTRONICA. Tuttavia saranno obbligati ad emettere F.E. nei confronti della pubblica Amministrazione. In più il ciclo passivo (fatture ricevute)  dovrà essere conservato elettronica con modalità “sostitutiva” per 10 anni. 

  5. OBBLIGO TENUTA SEZIONALI SEPARATI:   Chiarimento Agenzia Entrate: In presenza di fatture sia elettroniche che analogiche l’Agenzia ha precisato che i contribuenti non hanno l’obbligo di tenere registri sezionali separati, ai fini della registrazione e della conservazione. Come noto la fattura deve contenere un numero progressivo che la identifichi in modo univoco, pertanto le fatture potranno riportare numeri consecutivi (ft. 1 analogica, ft. 2 e 3 elettroniche, ft. 4 analogica, ecc), indipendentemente se il documento sia elettronico o analogico, all’interno di un unico registro, senza l’obbligo di tenere registri sezionali. Sarà di conseguenza possibile istituire un unico registro.  Per il 2019, considerato l’obbligo generalizzato, la presenza di documenti non omogenei si verificherà sul lato passivo: sarà possibile utilizzare un unico registro acquisti nonostante la presenza di fatture (elettroniche) conservate digitalmente ed altre (cartacee – ad esempio quelle dei forfettari) conservate in modo analogico. 

  6. PROTOCOLLI DI SICUREZZA ADOTTATI: Questi i rilievi mossi dal Garante della Privacy in relazione all’introduzione del nuovo strumento: “Con riferimento alla sicurezza dei canali di trasmissione delle fatture elettroniche, si evidenzia che nel provvedimento n. 89757, sembrerebbe attualmente previsto l’utilizzo del protocollo FTP, che non è considerabile un canale sicuro. In proposito, il Garante ha, infatti, più volte evidenziato le criticità connesse all’utilizzo di tale protocollo in altri ambiti di trattamento, e anche prescritto all’Agenzia, già dal 2008 e, da ultimo nel 2017, l’utilizzo di canali sicuri di trasmissione. Occorre, pertanto, prevedere, anche nell’ambito dello SDI, l’utilizzo di canali di connessione sicuri idonei a garantire un livello di sicurezza adeguato al rischio, in linea con quanto previsto dell’art. 32 del Regolamento. Un’ulteriore criticità deriva dalla mancata cifratura del file XML della fattura elettronica. Ciò, considerando, in particolare, il previsto utilizzo della PEC per lo scambio delle fatture, con la conseguente possibile memorizzazione dei documenti sui server di gestione della posta elettronica, che espone gli interessati a maggiori rischi di accesso non autorizzato i dati personali (utilizzo non esclusivo della PEC in ambito aziendale, furto di credenziali e attacchi informatici ai server)”.

  7. LE RISPOSTE DEL GOVERNO ALLE CRITICHE MOSSE DAL GARANTE PRIVACY: Nessuna correzione in arrivo all’obbligo della fatturazione elettronica che resta a partire da gennaio nonostante i rilievi del Garante della Privacy. Lo riferiscono fonti della maggioranza a margine dei lavori della commissione Finanze del Senato sul dl fiscale. I costi per le casse dello Stato dalla cancellazione o rinvio della misura sarebbero troppo alti: si prevede un recupero di evasione pari a 1,9 miliardi in un anno. Tuttavia, la commissione Finanze del Senato, a quanto si apprende, starebbe studiando alcuni ritocchi, a partire dall’esclusione di medici e farmacisti dall’obbligo della e-fattura. Per questi ultimi è già attivo lo scontrino elettronico.

  8. PROFESSIONISTI ED AVVISI DI PARCELLA – FONTE ITALIA OGGI DEL 16-11-2018: La proforma dribbla la fattura immediata: il professionista (e il prestatore di servizi in genere) che invia al cliente il preavviso di parcella, contenente la descrizione dei servizi resi, potrà emettere la fattura entro il giorno 15 del mese successivo a quello in cui incassa il corrispettivo. Questa l’interessante precisazione fornita dall’agenzia delle entrate, nel corso del forum sulla fatturazione elettronica del 15 novembre scorso, in risposta al quesito di ItaliaOggi volto a sapere se il documento informale in uso soprattutto nel mondo professionale per richiedere il pagamento della prestazione sia idoneo a supportare la fatturazione differita ai sensi dell’art. 21, comma 4, lett. a), del dpr n. 633/72, in modo da evitare l’obbligo (difficile da rispettare) di emettere la fattura immediatamente, entro le ore 24 del giorno dell’incasso del compenso. Quindi, per effetto della riconosciuta idoneità dei documenti in questione, il professionista che ha emesso la proforma a settembre ed ha incassato il corrispettivo il 15 novembre non è tenuto ad emettere la fattura immediata in tale giorno (oppure, dal 1° luglio 2019, entro il decimo giorno successivo), ma potrà emettere la fattura differita entro il 15 di dicembre, ferma restando la contabilizzazione dell’Iva dovuta nella liquidazione del mese di novembre.

  9. MODALITA’: ATTIVAZIONE DELEGA DA PARTE DEL PROFESSIONISTA: Per quei  contribuenti che non posseggono dati iva del 2016 (VE50 + VL32 o VL33) poichè forfettari o minimi, agricoli esonerati, o per effetto di inizio di attività, Il professionista che vorrà inserire in delega il contribuente non potrà ricorrere all’invio massivo o puntuale, ma devi inviare PEC con la firma autenticata.

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